La storia

    il mercato, le persone, le culture

    Il Mercato Albinelli ha una lunga storia. Nei primi decenni del ‘900 l’Amministrazione affidò la progettazione di un luogo deputato al mercato dei generi alimentari ed iniziò le demolizioni nell’area compresa fra l’ex Contrada Carceri (intitolata nel frattempo al sindaco Albinelli) e via Mondatora. Il nuovo Mercato venne inaugurato il 28 ottobre 1931, elegante riparo ai venditori ambulanti di Piazza Grande.

    Il progetto, innovativo per l’epoca, prestava particolare attenzione alla tutela dell’igiene, prevedendo banchi di marmo per i pescivendoli, garantendo la fornitura di acqua corrente ad ogni postazione e progettando il pavimento in modo da facilitarne la pulitura. Con le volute in ferro che collegano le colonne portanti e al centro la bellissima fontana della “fanciullina con canestro di frutta”, opera del Graziosi, il Mercato Albinelli è il cuore pulsante della città.

    La splendida struttura architettonica, i banchi colorati, il via vai delle persone alla ricerca di quei prodotti che qui hanno un sapore particolare, affascinano i visitatori e gli affezionati di sempre. Le qualità che contraddistinguono il Mercato sono la genuinità dei prodotti e la franchezza dei rapporti diretti con chi qui lavora.

    È bello venire a fare la spesa perché si può trovare la tradizione migliore di una gastronomia, quella modenese, conosciuta e apprezzata in Italia e nel mondo, ma anche perché è ancora possibile scambiare due chiacchiere, salutarsi con gli sguardi e con la voce, fare un commento sulla vita in generale, sui figli che crescono, sulla partita giocata il giorno prima, a volte con ironia, sempre con una cordialità spontanea e vitale.

    Non mancano mai eventi, spettacoli, iniziative culturali.

    Insomma, il Mercato Albinelli non è solo un luogo in cui fare la spesa tutti i giorni, è piuttosto uno spazio in cui la modenesità si vive, si respira e si trasmette in modo positivamente contagioso.