La storia

il mercato, luogo di incontro di persone e culture

Le origini

Erede del tradizionale mercato che dal Medioevo ravvivava le strade e le piazze di Modena, il Mercato Albinelli è oggi il custode dei valori più genuini della cultura e della cucina modenesi, e di quel rapporto diretto che da sempre caratterizza la compravendita al dettaglio.

Con la sua inaugurazione il 28 ottobre 1931, il commercio al minuto abbandonò la Piazza che lo aveva ospitato per secoli e i venditori che vi si installarono, già abituali frequentatori di Piazza Grande, divennero commercianti stabili, distinguendosi definitivamente dalla categoria degli ambulanti.

Il progetto del mercato coperto mirava infatti a decongestionare il centro cittadino, ingombro di banchi quasi tutti i giorni della settimana, a tutelare, proteggere dalle intemperie e regolarizzare i venditori abitudinari della Piazza, nonché a disincentivare il commercio ambulante, ritenuto socialmente pericoloso e difficile da controllare.

Il risanamento

Benché se ne discutesse già a partire dagli anni ’60 dell’800, il primo vero passo verso la realizzazione del progetto fu fatto ai primi del 1900 grazie al risanamento della contrada delle Carceri, dove si trovavano i tradizionali locali della beccheria e del macello e dove si svolgeva il mercato del pesce.
La via delle Carceri divenne così l’attuale via Albinelli (dal nome dell’allora sindaco Luigi Albinelli) e fu affidato all’ingegnere Giuseppe Tubini l’incarico di predisporre un progetto per la costruzione del Mercato, che sarebbe comunque rimasto sulla carta ancora per anni.
I lavori di edificazione del Mercato partirono effettivamente solo nel 1929 e furono eseguiti con una grande considerazione per le questioni igieniche: banchi di marmo rosa per i venditori di pesce, tubature che fornissero acqua corrente a tutti i banchi, un sistema di deflusso dell’acqua per la pulizia del pavimento.

L’estetica

Un peso particolare fu dato anche all’aspetto estetico, come rivelano le eleganti volute in ferro lavorato che collegano le colonne portanti, nonché, al centro del mercato, la bellissima fontana della “fanciullina con canestro di frutta”, opera dello scultore e pittore savignanese Giuseppe Graziosi.

Negli anni si resero poi opportuni degli interventi di ammodernamento degli impianti e di restauro conservativo, l’ultimo dei quali terminato nel 1997, dopo che il Mercato fu riconosciuto monumento di interesse storico nazionale.

Oggi il Mercato Albinelli, oltre che elemento caratteristico della storia modenese, resta un luogo di vivacissima compravendita (30.000 visitatori ogni settimana) dove è possibile trovare prodotti di ottima qualità a prezzi convenienti, in un’atmosfera calda di chiacchiere, colori e profumi che mette il buon umore e stimola l’appetito.

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